Ecco l'attenzione che ci ha riservato il solo Corriere della Sera
(la rassegna è in ordine cronologico inverso)

http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/28/cronaca%20milano/53_ASI.shtml

La preside della Rinnovata al prefetto «Basta con i vandalismi, più sicurezza»


«L'esperienza della Rinnovata non può e non deve essere dispersa. Ci impegneremo ad aiutare la scuola»: con queste parole il prefetto Bruno Ferrante ha voluto rassicurare, ieri pomeriggio, genitori e maestre della Rinnovata Pizzigoni, l'elementare in cui è stato trovata uccisa nei giorni scorsi l'asinella Gigia, mascotte dei bambini.

«Siamo pronti a intervenire con un tavolo tecnico per capire quali lavori siano necessari», hanno ribadito il vicesindaco, Riccardo De Corato e l'assessore comunale all'Infanzia, Bruno Simini. Un'ora e mezza di botta e risposta tra prefetto, vicesindaco, assessore e insegnanti, rappresentanti dell'Opera Pizzigoni, mamme e papà. Tutti preoccupati per il destino della Rinnovata. A partire dalla preside dell'istituto, Maria Rosaria Tortorella: «Seicento alunni chiedono una scuola più sicura, dove furti e intrusioni notturne non si ripetano più, dove il metodo Pizzigoni possa continuare ad essere tramandato da insegnanti preparati. Non vogliamo chiacchiere, ma fatti». Un impianto antifurto, un muro più alto, la presenza di un custode, ristrutturazioni e messe a norma di aule, refettorio, giardino. Sono queste le richieste della Rinnovata. «Vogliamo risolvere — ha concluso il prefetto — i problemi di questa scuola. L'episodio dell'asino ucciso ha colpito tutti per la sua crudeltà».


http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/23/prima%20pagina/49_TAGLIO.shtml

L'animale, offerto da un'azienda agricola, sostituirà la mascotte Gigia uccisa venerdì. I bambini: «Sarà sempre nei nostri cuori»
Dono di Natale, una nuova asinella per gli alunni della Rinnovata
Un'asinella nuova, gravida. Un concorso per darle un nome. Un muro pieno di disegni e pensierini. E una scuola in festa. Ultimo giorno di lezioni, ieri, alla Rinnovata Pizzigoni. Con i sorrisi ritrovati dei tanti piccoli allievi che per giorni avevano pianto l'asina Gigia, trovata uccisa lo scorso venerdì. La sorpresa è arrivata ieri alle 9: il camion che doveva trasferire Liquirizia (l'asinello rimasto solo) sul lago di Varese per trascorrere la pausa natalizia ha portato ai bambini un'asina nuova. È stata un'azienda agricola di Gavirate a donare l'animale alla scuola. «Volevamo far vedere ai piccoli fin da subito la loro nuova inquilina». Ma in tanti, in questi giorni, si sono offerti di dare un asino alla scuola: privati, allevamenti, anche il parco nazionale dell'Asinara. Ieri mattina, dunque, tutti in cortile. Carezze, qualche lacrima di commozione, le insegnanti emozionate. «Abbiamo letto — racconta la preside della scuola, Maria Rosaria Tortorella — alcuni brani della vita di Giuseppina Pizzigoni, abbiamo ricordato la nostra amica e applaudito quella nuova». Dopo i saluti (gli asini rientreranno a scuola solo con l'inizio delle lezioni), i bambini hanno appeso davanti alla cancellata dell'elementare i loro pensieri per la Gigia. «Ti volevo tanto bene», scrive Laura. Alice mostra fiera il suo bigliettino: «Liquirizia è triste perché sente la tua mancanza». «Sei nei nostri cuori». «Eri la mia migliore amica». Pensierini e disegni. Decine di asinelli colorati «per ricordare la nostra mascotte e augurarle un buonissimo Natale». Durante le vacanze, i bambini penseranno a un nome da dare alla loro nuova amica. «Sarà indetto un concorso — spiegano le insegnanti — e i vincitori potranno avere l'onore di chiamare l'asina con il nome scelto da loro». Intanto, la preside vedrà il prefetto, Bruno Ferrante, per discutere sulla sicurezza a scuola.

Annachiara Sacchi


http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/21/prima%20pagina/49_TAGLIO.shtml

Viaggio in un istituto speciale, la Rinnovata Pizzigoni, dopo l'uccisione dell'asinella Gigia
Animali in fuga e api guerriere, i racconti della scuola-fattoria
di VIVIAN LAMARQUE
Ai nuovi asinelli in arrivo alla scuola Rinnovata Pizzigoni converrebbe richiedere, prima di mettersi in viaggio, la garanzia di un riparo notturno «blindato», perché di asinelli finiti in pentola (forse nel vicino campo nomadi, ma non è detto) gli scolaretti della Rinnovata ne hanno pianti diversi in passato. Teresa Lanfranco, una «Rinnovatologa» che si laureò con una tesi proprio su quella scuola, dove poi insegnò una decina d'anni, mi racconta che già negli anni 60, 70 e 80 tre o più fecero quella fine. Il retro della scuola, con la scarpata che scende verso la ferrovia, non è difendibile: come fortino sarebbe conquistato in un batter d'occhio. Mi racconta anche di quella volta in cui un asinello, forse innamorato o forse desideroso di conoscere il vasto mondo, fuggì, raggiunse i binari e iniziò a costeggiarli, forse voleva prendere un treno ma per un pelo non fu il treno a prendere lui. Altra epica fuga: dopo lo scontro tra due api regine, la sovrana più vecchia, perdente, se ne andò seguita dalle sue operaie, non poche, circa 10 mila. Comprare un altro sciame sarebbe costato troppo alla scuola, allora l'insegnante di agraria insegnò come fare: corsero a prendere i coperchi in cucina, fecero un gran fracasso, la regina in fuga, spaventata, si immobilizzò su un ramo e le fedeli operaie la circondarono per proteggerla. Il giardiniere tagliò il ramo e le riportò a casa tutte e diecimila. Storie da fattoria? Da scuola rurale? No storie da scuola milanese, ma speciale. Si trova in via Castellino da Castelli, sembra un nome da fiaba, invece così si chiamava il sacerdote educatore, fondatore della prima scuola festiva per bambini poveri, a Porta Romana, inizi del Cinquecento. Quanto alla Rinnovata, chi l'ha frequentata non la scorda più. Chi scrive ha ancora nel cuore le lezioni di disegno sotto gli alberi in fiore, e la magica ora d'agraria, trafficando con semi e bulbi. Forse i ricorrenti «sacrifici» dei poveri asinelli vogliono richiamare l'attenzione di Milano su questa scuola speciale. Prendetela a cuore, fate finta che sia un campo di calcio.


http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/19/cronaca%20milano/53_BARX.shtml

INFANZIA TRADITA
Teppismo e pura cattiveria - Il Natale rubato agli alunni
Mentre si snodava nei Palazzi la poco comprensibile discussione su Presepe sì Presepe no, qualcuno in periferia ha rubato l'asinello a fianco della mangiatoia, lo ha sgozzato e se lo è cucinato.
Il ladro non sapeva certamente di ricalcare passo dopo passo una fiaba svizzero-tedesca narrata ai bambini da almeno mezzo millennio, con una sola variante: a finire in pentola nel racconto dell'Alpenzello era la mucca anziché l'asino. Rubare il Natale ai bambini, prendendosela con i loro animali, è pura cattiveria, non giustificabile con la fame né con altra attenuante sociale. Il racconto induce ad andare oltre l'episodio di crudele teppismo. La reazione della gente per il torto patito dalla scuola elementare Rinnovata Pizzigoni segnala quanto questi luoghi dell'infanzia e poi dell'adolescenza possano essere amati, se patiscono un torto. Gli orti e la fattoria sono noti oltre i confini del quartiere, così come il laboratorio di musica. C'è un sapore gentile in questa pedagogia agreste, «qui i bambini entrano in classe con un sorriso», non è uno spot pubblicitario ma la pacata constatazione della preside. In passato erano già stati rubati pony e capretta, e quattro computer, per non far torto al progresso. Con tutto il rispetto per la precoce enfasi informatica incoraggiata dalla Riforma, Gigia, asina di dieci anni eliminata dalla stalla, era il simbolo della scuola, e i simboli non si sostituiscono da un giorno all'altro. Liquirizia, figlia di Gigia, consola ma non basta. Ai milanesi la scuola chiede: «Aiutateci a comprare un'altra asina, magari gravida, magari una coppia». Esaudire il desiderio di seicento bambini porta bene e non è molto arduo, un asino costa mille o duemila volte meno di un calciatore di mediocre quotazione, che magari talvolta non scalcia molto meglio del quadrupede. Si può fare. Spero che un'improvvisata colletta riporti serenità in via Castellino da Castello. Ma conclusa con lieto fine la fase deamicisiana della minima storia, si può cogliere l'occasione per accennare a un tema grande, il rapporto spesso distratto fra Milano e le sue scuole elementari. I trasalimenti corali dopo una cattiva notizia sono apprezzabili. Ma la solitudine di chi insegna e di chi con la vita che fiorisce comincia a studiare è altra cosa. In questi giorni natalizi la scuola elementare milanese mostra tutto il suo amabile e moderno radicamento nella città, dà più di quel che riceve. Dietro le piccole feste (recite e canzoni davanti ai convocati genitori) ci sono un lavorio di ore straordinarie non pagate e un entusiasmo sopravvissuto alle amarezze da precario o da docente stanco per i tanti anni mal riconosciuti. La scuola elementare è una grande fabbrica di civiltà che funziona, pur nelle inadeguatezze di persone e di mezzi. Negli ultimi anni ha dovuto affrontare il compito, a Milano cospicuo, di inserire bambini stranieri, con altra lingua, altre abitudini e tradizioni. Lo sta facendo in modo apprezzabile. Regalato un asinello in piccola riparazione, dal simbolo si può passare alla sostanza, a via Castellino come altrove.

Gaspare Barbiellini Amidei


http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/19/cronaca%20milano/53_ASIN.shtml

Un paese si mobilita: scegliete l'animale che vi piace, questa dev'essere una fiaba a lieto fine
«Bimbi, vi ridiamo un sogno Una nuova Gigia in regalo»
L'asina uccisa alla Rinnovata: gara di solidarietà e centinaia di telefonate
Sembra davvero una fiaba di Natale, con il suo lieto fine e tanti asinelli (nella grotta di Betlemme ce n'era uno solo) pronti ad andare a farsi accudire dai giovani studenti della Rinnovata Pizzigoni. Quei bambini stanno ancora piangendo perché la loro Gigia, l'asinella nata nell'87 nella fattoria di questa scuola, è stata ammazzata dal cattivo che c'è in tutte le fiabe. Ma è ora di asciugare le lacrime, perché la storia ha commosso molti e anche questa volta vincono i buoni. I buoni con la faccia paciosa di Armando Molinari, 63 anni, postino in pensione nel comune di Gignese, dove ieri mattina non si parlava d'altro. L'Armando, seduto al Tea Bar insieme ai soci di briscola, ha preso in mano la situazione: «Qui bisogna fare qualcosa. Di asini noi ne abbiamo tanti, perché non cerchiamo questi bambini e gliene portiamo uno?». Gente pratica, questa delle colline del Lago Maggiore: «Già, ma bisogna sapere se la Gigia era grigia o marrone». E quindi, l'eroe Armando ha cercato il numero della scuola: dall'altra parte ha risposto soltanto una segreteria. Loro, comunque, sono pronti. Anche perché da queste parti l'asinello è un po' come il cane da compagnia: a Brovello Carpugnino, per dirne una, che è il paese degli ombrellai, nei giardini delle case si sente ragliare. Così, prima di Natale si riunirà la giunta comunale per decidere come aiutare i bambini della Rinnovata. Ma l'Armando Molinari insiste: «I bambini devono giusto dirci se vogliono un maschio o una femmina, se deve essere adulta o di pochi mesi». C'è solo l'imbarazzo della scelta: fra Luna e Virgola, Giada e Kadi, oppure Bruseghin. Basta dirlo. L'animale verrà poi portato all'agriturismo La Miniera, dove fino agli anni '40 c'era la miniera di solfuro di piombo. Lì ci sono le scuderie di Alberto Gozzi, che sta già aspettando: poi si tratterà di decidere le modalità e i tempi del trasporto. I buoni di questa fiaba, poi, hanno anche le facce rugose dei nonni: quelli che meno di tutti sopportano di vedere soffrire un bambino. Rodolfo Masto, presidente degli istituti geriatrici Golgi e Redaelli, ha annunciato la disponibilità a donare un'asinella ai bambini: «La notizia ha turbato molti dei nostri ospiti — spiega Masto — e alcuni operatori ci hanno segnalato la reazione così diffusa. Abbiamo così pensato di fare noi un gesto che molti di loro avrebbero fatto istintivamente, anche per rinsaldare il rapporto che da sempre esiste fra nonni e bambini». E non finisce qua, perché il clima natalizio ha toccato anche i cuori, solitamente freddini, dei politici: prima è arrivato il consigliere Giovanni Terzi ad annunciare che la segreteria provinciale di Forza Italia acquisterà un asinello per i bimbi della Rinnovata. È andato oltre un altro consigliere azzurro, Andrea Mascaretti, che annuncia un'iniziativa bipartisan, visto che Natale è Natale per tutti: «Comprerò un'asinella a nome della Commissione Educazione, poiché lo scorso anno siamo andati in visita alla Pizzigoni e l'avevamo riconosciuta all'unanimità come un'esperienza di valore, da salvaguardare a tutti i costi». La preside della Rinnovata, Maria Rosaria Tortorella, sta cominciando a credere alle fiabe anche lei: «A scuola sono arrivate centinaia di telefonate. Siamo grati a tutti, ma per ora non possiamo prendere decisioni: ne parleremo in consiglio di circolo». Ma il lieto fine è già lì, tutto scritto.
Elisabetta Soglio

LA VICENDA
LA SCOPERTA
Mascotte uccisa
Venerdì mattina i bambini e le maestre della scuola elementare Rinnovata Pizzigoni hanno avuto una brutta sorpresa. Gigia, l'asinella mascotte dell'istituto, era stata uccisa e sezionata da ignoti durante la notte

la scheda
ORTO E ANIMALI
Scuola-fattoria
La Rinnovata Pizzigoni, in via Castellino da Castello, è stata fondata nel 1911. È una scuola di «metodo», dove oltre a studiare le materie tradizionali gli alunni coltivano l'orto e allevano gli animali da cortile

LE OFFERTE
La solidarietà
Ieri molte persone hanno detto di voler regalare alla scuola una nuova asinella che sostituisca Gigia. Si sono fatti avanti alcuni cittadini e alcune istituzioni. Ora il consiglio di circolo della Rinnovata Pizzigoni dovrà decidere quale offerta accettare

http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/18/prima%20pagina/49_TRA.shtml

Caccia ai vandali che hanno squartato «Gigia».
Altri furti erano avvenuti in passato. La preside: il Comune deve intervenire
Uccisa l'asinella mascotte della scuola
Disperati i ragazzi dell'istituto-fattoria Rinnovata Pizzigoni. L'animale ammazzato durante la notte
L'ha trovata un custode, ieri mattina. Sgozzata e con il ventre spolpato. È morta così Gigia, l'asinella della scuola elementare Rinnovata Pizzigoni. Uccisa da ignoti che forse hanno voluto strapparne le carni per mangiarle. Oltre seicento bambini, ora, piangono la loro asinella, la mascotte dell'elementare amata dai milanesi per i grembiuli diversi in ogni classe, per i laboratori di musica e agraria, per l'orto e la piccola fattoria che da ieri ha un animale in meno. «Bel regalo di Natale», mormorano i più grandi, che ieri hanno capito tutto guardando le lacrime delle loro maestre. La preside della scuola è furiosa: «Il Comune non abbandoni il suo fiore all'occhiello». E le insegnanti lanciano un appello: «Aiutateci a ricomprare un nuovo asinello».
Annachiara Sacchi


LA LETTERA DEGLI ALUNNI
«Era l'amica di noi bambini»
Da venerdì la Gigia non c'è più. Gigia era uno dei nostri due asini, quello grande. Alla Rinnovata Pizzigoni gli animali non sono più tanti come quando ci andavano i nostri genitori.

http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/18/cronaca%20milano/53_SCUX.shtml

«Scuola a pezzi. Il Comune deve intervenire»
«I bambini sono sconvolti: questa è un'offesa nei loro confronti. E io sono furibonda». È alla Rinnovata Pizzigoni solo da settembre, ma la preside Maria Rosaria Tortorella ha già il piglio di chi in via Castellino da Castello lavora da anni. «Adesso basta — dice — il Comune deve intervenire. Non può lasciare che una scuola cada a pezzi». Più manutenzione, ordinaria e straordinaria, la messa a norma delle strutture, un sistema anti intrusione che impedisca furti, «ma soprattutto più attenzione»: sono queste le richieste della dirigente. «Qui i bambini entrano in classe con il sorriso. Facciamo in modo che le cose rimangano così». Anche Flavia Maddalena, presidente dell'Opera Pizzigoni insiste: «Una scuola così bella non può essere soggetta a situazioni di questo genere. Deve essere tutelata». L'assessore all'Educazione del Comune, Bruno Simini, interviene: «Nessuno ha dimenticato la Rinnovata. Anzi, abbiamo istituto proprio lì il Sead, un servizio grazie al quale i giovani del carcere Beccaria prestano opere di manutenzione in cortile e nell'orto. In questo modo riescono a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro. Un'esperienza fondamentale». E mentre gli insegnanti accusano il ministero di non formare più docenti «con il metodo Pizzigoni», il direttore scolastico regionale replica: «La Rinnovata fa parte della tradizione milanese, ma da quando esiste l'autonomia è venuta meno la necessità di preparare insegnanti "speciali". Insomma, oggi le cose sono molto diverse rispetta ai tempi in cui la scuola è stata fondata». Lunedì sera, a scuola, si terrà un concerto gospel. «Risparmieremo i soldi del rinfresco — continua Flavia Maddalena — per ricomprare un asino da dare ai bambini prima di Natale». Ma la preside continua: «In ogni caso, restituiremo il cd che il Comune sta inviando ai nostri allievi. Non vogliamo dischi, ma un nuovo impianto di sicurezza. E una visita del sindaco Albertini».

A. Sac.


http://www.corriere.it/vivimilano/edicola/dorsi/2004/12/18/cronaca%20milano/53_ALEX.shtml

«Hanno ucciso la nostra asinella» Il pianto dei bambini per Gigia
La disperazione dei seicento alunni della scuola-fattoria Rinnovata Pizzigoni Caccia ai vandali. In passato rubati pony e capretta che vivevano nell'istituto
«Hai saputo? Hanno rapito la Gigia». «A me hanno detto che l'hanno ammazzata, la maestra Raffa non la smette di piangere». Alle dieci del mattino la notizia si è ormai sparsa per tutta la scuola, l'elementare «Rinnovata Pizzigoni» di via Castellino da Castello. L'asina, nata nell'87 nella stalla dell'istituto, curata e amata da oltre seicento bambini, è stata trovata morta, nella strada chiusa che costeggia il retro della scuola. Sgozzata e sezionata alle zampe e al ventre. L'ha trovata così, ieri mattina, un custode. «E adesso chi lo dice ai bambini?». Perché la Gigia, come l'altra asina della scuola, Liquirizia, è solo uno dei tanti animali che popolano il cortile dell'elementare. Una scuola di «metodo» fondata nel 1911 da Giuseppina Pizzigoni. Dove, oltre alle materie tradizionali, gli allievi coltivano l'orto e allevano pecore, pavoni, pony, conigli, polli. Dove esiste un'azienda agraria, un boschetto, il frutteto, campi sportivi, una piscina. I bimbi di prima imparano a scrivere usando il nome dell'asina Gigia. Fino all'altro giorno, i più grandi le portavano da mangiare. I piccoli disabili rimanevano ore e ore ad accarezzarla (alla Rinnovata si sperimenta l'onoterapia). «Questa elementare è il fiore all'occhiello della tradizione scolastica milanese — ripetono le maestre —. Ma ormai sta andando in rovina». Cinque furti dallo scorso aprile. Otto computer e un impianto stereo rubati, un pony «rapito» (poi recuperato). Anche una capretta non è stata mai più ritrovata. Colpa di un sistema di allarme mancante, denunciano le docenti. «Il Comune ci ha dimenticato». Ieri mattina la scoperta. Prima delle 8, quando un operatore va a controllare la caldaia. Trova l'animale, lo copre con un lenzuolo, avverte insegnanti e polizia. Nessun bambino si accorge di nulla. «L'hanno trascinata dal retro dell'aula di agraria e da lì l'hanno portato nella stradina sul retro», prova a ipotizzare la maestra Lucia Sacco. «Ma il cancello era chiuso a chiave, come è possibile?», le domanda una collega. Nelle porte non ci sono segni di forzatura. Chi ha ucciso l'asina potrebbe aver scavalcato il cortile, o potrebbe essere passato da un ingresso interno. Gli investigatori, al loro arrivo, trovano un cadavere spolpato (gli è stata asportata la carne di zampe e ventre). «Come se fosse il lavoro di un macellaio», riferisce qualcuno. Come se l'asina fosse stata uccisa per essere mangiata. Nessun testimone e tanti sospetti. «Qui vicino ci sono i campi nomadi di via Negrotto, va Triboniano, via Barzaghi», lasciano intendere le insegnanti. La preside dell'elementare, Maria Rosaria Tortorella, parla di una «scena indescrivibile». E commenta: «Non riusciamo a immaginare chi abbia potuto commettere un'efferatezza simile, né per quale motivo». E poi bisogna dirlo ai bambini. «Ai più piccoli abbiamo raccontato che Gigia era morta — spiega Chiara, insegnante di quinta —, ma i più grandi hanno capito. Abbiamo cercato di evitare i particolari». I bambini ascoltano attenti. Chi rimane senza parole, chi scoppia a piangere. «Era la nostra compagna di scuola». «Bel regalo di Natale». Anche le maestre piangono. I più coraggiosi vogliono andare a vedere la Gigia di persona, chiedono dettagli («possiamo seppellirla nel cortile?»). Il comando della polizia locale di zona Certosa fa rimuovere subito la carcassa dell'animale. Ora Liquirizia, la figlia di Gigia, è sola. Nel giardino della scuola sarà allestito un angolo per ricordare l'asina: i bambini potranno esporre disegni e pensieri. Ma le maestre non si arrendono. «La Gigia è il simbolo della scuola, dobbiamo dare un segno di continuità». Un consulto veloce e un appello a tutti i milanesi: «Aiutateci a ricomprare al più presto un'asina nuova, magari gravida, magari una coppia. Insomma, qualcosa che possa restituire il sorriso ai bambini della scuola e dare un messaggio positivo, della vita che si rinnova». Joanne Maria Pini, presidente dell'associazione «Amici della Rinnovata: «Il Comune ci dia il terreno abbandonato sul retro della scuola e la strada sterrata dove l'altra notte hanno scannato la povera Gigia». Chi volesse aiutare le insegnanti della Rinnovata può chiamare la scuola allo 02.39.21.72.94 o contattare l'indirizzo di e-mail <joannemariapini@tin.it>.
Annachiara Sacchi

LA LETTERA
«Era l'amica di noi bimbi»
Da venerdì la Gigia non c'è più. Gigia era uno dei nostri due asini, quello grande. Alla Rinnovata Pizzigoni gli animali non sono più tanti come quando ci andavano i nostri genitori.
Anche la pecora ce l'hanno rubata. E anche il pony si era ammalato, ed è morto, forse un anno fa. A noi della nostra scuola piace tanto il fatto che ci siano degli animali veri, non come i peluche che sono bellissimi e non puzzano ma nemmeno respirano. Non abbiamo capito perché degli estranei, forse i ladri che vengono a rubare la notte quasi ogni mese, hanno ucciso così la Gigia. Forse avevano fame, ma anche così non si fa. Se poi è stato solo per fare una cosa veramente cattiva è davvero grossa. Ora Liquirizia, l'altro asinello, non capirà bene cosa è successo, e magari la notte avrà paura che qualcuno possa scavalcare il muro di mattoni e ammazzarla. Noi vorremmo fare qualcosa per convincere queste persone a lasciar stare l'altro asino, ma non sappiamo bene come fare. Appenderemo dei disegni contro questa morte, perché non è come quando il pony si è ammalato, e molti di noi porteranno sempre la Gigia nel cuore, anche se non avranno voglia di fare un disegno. Ci piacerebbe che i grandi facessero qualcosa per difendere le cose belle della nostra scuola. Arriva Natale ed eravamo così contenti delle vacanze! Tanto al ritorno avremmo ritrovato i nostri asini, veri, non di plastica come quello che scalda Gesù Bambino nel presepe, ma veri proprio come quello che aveva salvato la vita al vero Gesù.


I bambini della scuola elementare Rinnovata Pizzigoni.

I.C. Rinnovata Pizzigoni

il film "La mia scuola"

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