I genitori della Rinnovata, pur in presenza di una generosa gara di solidarietà, hanno preferito acquistare loro una nuova asinella, ma ora si deve andare oltre: è il momento delle Istituzioni, delle risposte concrete.Sulla sicurezza certo, sull'edificio anche, ma sopratutto sul Metodo Pizzigoni e sul suo continuare ad essere la Scuola Rinnovata "Scuola di Metodo". Questo subito.Disse Giuseppina Pizzigoni: “Io ho fatto una scuola, non ho parlato della scuola”.
Questo aspettiamo dai politici tutti, i bambini non hanno colore.
Ora è il momento delle Istituzioni, per andare oltre la tristissima vicenda
e far rinascere la Scuola Rinnovata: sicurezza certo, restauro anche,ma soprattutto il suo continuare a vivere come "Scuola di metodo"

27 dicembre 2004: in Rinnovata sono venuti il Prefetto di Milano Bruno Ferrante, accompagnato dal vicesindaco, Riccardo De Corato, dall'assessore comunale all'Infanzia, Bruno Simini e dalla funzionaria dell'Ufficio Scolastico Regionale Letizia Affatato.

Già, verrebbe da dire, grazie davvero: ma in Italia ci si muove solo quando c'è un'emergenza, accade un fattaccio.

E che le amministrazioni che hanno lasciato in stato di totale abbandono la Scuola Rinnovata nel corso dei decenni sono di ogni colore.


La preside della Rinnovata al prefetto «Basta con i vandalismi, più sicurezza»
«L'esperienza della Rinnovata non può e non deve essere dispersa. Ci impegneremo ad aiutare la scuola»: con queste parole il prefetto Bruno Ferrante ha voluto rassicurare, ieri pomeriggio, genitori e maestre della Rinnovata Pizzigoni, l'elementare in cui è stata trovata uccisa nei giorni scorsi l'asinella Gigia, mascotte dei bambini.
«Siamo pronti a intervenire con un tavolo tecnico per capire quali lavori siano necessari», hanno ribadito il vicesindaco, Riccardo De Corato e l'assessore comunale all'Infanzia, Bruno Simini. Un'ora e mezza di botta e risposta tra prefetto, vicesindaco, assessore e insegnanti, rappresentanti dell'Opera Pizzigoni, mamme e papà.

Tutti preoccupati per il destino della Rinnovata. A partire dalla preside dell'istituto, Maria Rosaria Tortorella: «Seicento alunni chiedono una scuola più sicura, dove furti e intrusioni notturne non si ripetano più, dove il metodo Pizzigoni possa continuare ad essere tramandato da insegnanti preparati. Non vogliamo chiacchiere, ma fatti».
Un impianto antifurto, un muro più alto, la presenza di un custode, ristrutturazioni e messe a norma di aule, refettorio, giardino. Sono queste le richieste della Rinnovata. «Vogliamo risolvere — ha concluso il prefetto — i problemi di questa scuola.
L'episodio dell'asino ucciso ha colpito tutti per la sua crudeltà».

Corriere della Sera - 28 dicembre 2004


Il Prefetto e il vicesindaco ci hanno promesso la messa in sicurezza della scuola: sappiamo che la cosa non è semplice e lo comprendiamo, quello che non comprendiamo è invece perché non si sia stata ancora firmata la Convenzione, lo attendiamo da mesi.
La dottoressa Letizia Affatato non ci ha dato alcuna risposta in merito, noi ricordiamo bene le parole del dottor Dutto al Simposio del 2002: perché non ci viene a trovare ora assieme al sottosegretario on. Valentina Aprea, milanese, che ci conosce anche bene?

Non comprendiamo perché non debbano riprendere i Corsi di formazione sul Metodo Pizzigoni, cessati nel 1992, assolutamente necessari perché la Rinnovata possa continuare ad esistere in quanto "Scuola di metodo" e su questo non siamo disposti a transigere, e quel "siamo" significa TUTTE le componenti della Scuola Rinnovata.
Altrimenti l'anno prossimo la Rinnovata sarà una scuola come tutte le altre.

Qualche domanda a Flavia Maddalena, Presidente dell’Opera Pizzigoni, in merito alla richiesta di Convenzione

Domanda: Non sono affatto chiare le motivazioni per cui il dott. Mario Dutto - Ufficio Scolastico per la Lombardia - non abbia ancora firmato ad oggi la Convenzione con l'Università Cattolica e la Bicocca, pronta ed in attesa da mesi, e le motivazioni espresse al Corriere della Sera il 18 dicembre 2004 (il giorno dopo l'uccisione di Gigia),
"da quando c'è l'autonomia è venuta meno la necessità di preparare insegnanti speciali" è del tutto evidente che non abbiano alcun senso e che si commentano da sé.

Risposta: Preciso che la stipula della Convenzione è un atto ufficiale sottoscritto dalla Direzione Scolastica della Lombardia, direttore dott. Mario Giacomo Dutto, l’Opera Pizzigoni e la Direzione didattica della Scuola Rinnovata.
La richiesta poggia su due nuclei fondamentali:

  1. o      Riconoscimento, alla luce dell’attuale legislazione, della scuola Rinnovata come scuola ad indirizzo didattico differenziato secondo il Metodo Pizzigoni
  2. o      Riconoscimento giuridico dei corsi di Perfezionamento, secondo il Metodo Pizzigoni, indetti dalle università milanesi.

Le autorità accademiche hanno già dato il loro placet per l’iniziativa, ma il corso avrebbe una configurazione di Aggiornamento, senza il riconoscimento dell’autorità amministrativa decentrata del MIUR.

Le convenzioni con le università per le modalità tecniche dell’organizzazione dei corsi avverrebbero dunque in un secondo momento.

Pur comprendendo che le dichiarazioni apparse sul Corriere della Sera non erano di pugno del dott. Dutto ma dell’ufficio stampa o della segreteria e che tali affermazioni non costituiscono una risposta ai quesiti posti dall’Opera Pizzigoni e dalla Direzione Didattica della Rinnovata, desidererei chiedere, a chi invoca l’autonomia scolastica, se il Dirigente della scuola ad indirizzo didattico differenziato secondo il metodo Pizzigoni può ignorare la graduatoria nazionale delle supplenze e chiamare insegnanti solo col titolo Pizzigoni.

Non rappresenterebbe questo un riconoscimento giuridico ai Corsi Pizzigoni che le Università milanesi sono disposte ad organizzare con la collaborazione dell’Opera Pizzigoni e della scuola Rinnovata? Se fosse così l’autonomia risolverebbe i problemi decennali della nostra scuola.

Altrimenti occorre aprire un tavolo di trattative per giungere a una definizione della situazione, confronto sollecitato da innumerevoli quesiti scritti  dell’Opera e la direzione della Scuola Rinnovata che non hanno mai avuto RISCONTRO.

Domanda: Dove si formano oggi le insegnanti Pizzigoniane?

Risposta: Le insegnanti si formano sul campo, con l’aiuto dei colleghi, e, salvo sporadiche e volontaristiche partecipazioni a corsi organizzati dalla scuola o dall’Opera, non c’è un vero e proprio piano di formazione, scrivo FORMAZIONE E NON AGGIORNAMENTO. Questo va a scapito dell’insegnamento e quello che è più preoccupante, dell’apprendimento.

Domanda: Se non vi insegnano insegnanti "speciali" che "Scuola di metodo" è?

Risposta: E’ il Metodo che ancora si “respira” nella scuola, che viene portato avanti in silenzio con ostinazione per difendere dei principi di esperienza, visione aperta, intelligenza divergente, voluti dalla Pizzigoni.

Domanda: All'interno della riforma Moratti, quindi, esistono ancora le "Scuole di metodo"?

Risposta: Non ne ho sentore anche se la convenzione dell’Opera Montessori  del 2001 con il MIUR può costituire un precedente.

Domanda: Nell'autonomia la Rinnovata dovrebbe formarsi da sé le proprie insegnanti?

Risposta: Si rimanda al primo interrogativo

Domanda: E con quali soldi?

Risposta: Il finanziamento del corso sarebbe a carico degli utenti del suddetto e nelle modalità previste dalle università per corsi di Perfezionamento.

Domanda: E quale titolo avrebbero?
Ad oggi, per le nomine ed i trasferimenti, è ancora, e giustamente, richiesto l'attestato di frequenza ai corsi di formazione - peraltro cessati nel '92 - e le cui graduatorie sono pressoché esaurite.

Risposta: Non essendoci decreto diverso questa è ancora una realtà che dopo 12 anni di richieste di chiarimenti è rimasto immutato.


I.C. Rinnovata Pizzigoni

il film "La mia scuola"

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